Football molto Americano

CornellStadium-01Con gran fanfara ed eccitazione massima, è iniziata la stagione sportiva Cornelliana. La prima partita dei Big Reds è stata benedetta da una giornata di sole inaspettato. Le gradinate sono gremite di tifosi con la maglietta della loro squadra del cuore (distribuita gratuitamente all’ingresso ai primi 2000 studenti… non chiedete, io sono stato il 2001esimo).

Fortunatamente vengo consolato dalla mascotte locale, che mi trova molto interessante, oppure molto appetitoso.

Mi arrampico sulla gradinata che la partita è già iniziata.

MeAndTheBigBear2La banda (d’obbligo) ha già suonato l’inno e l’alma mater, per cui mi risparmio i 5 minuti in piedi con la mano sul cuore.  Il mio esperto in americanità, Nick Horton (per intenderci, quello che mi ha convinto ad ammirare l’orso ammaestrato [facebook album]) è già in posizione, e mi aiuta a comprendere le azioni della partita.

La cosa che più mi sconvolge è il numero impressionante di giocatori in campo. Ho provato a contare sembrano un’ottantina. Le scuse che mi sono state addotte a tale numero – e.g. ruoli specializzati, ricambia, comparse e figli di papà – mi sono sembrate deboli scuse. L’unico motivo è quello di rendere il gioco più spettacolare, con una mischia finale da 100 persone + arbitri e ragazze ponpon.

CornellStadium-06A proposito di ciò, le cheerleaders non potevano mancare, e facevano il loro sporco mestiere di distrarre l’attenzione dal noioso gioco. Per chi non conosce lo sport, darò una breve spiegazione: lo scopo è di portare la palla in meta, ma mediamente ogni 10 secondi il gioco viene interrotto per estrarre il giocatore portatore di palla da sotto il mucchio di avversari che gli si sono depositati sopra.

Ma quando l’azione ha inizio, ed i giocatori corrono verso la meta, la banda inizia a suonare una marcia circense, le ragazze ponpon si esibiscono in un numero di alta giocoleria, e un boato risuona distraendo lo spettatore che tenta di mettere a fuoco l’intera sarabanda.

Flying TShortIl colpo di cannone segna l’inizio della distribuzione delle maglietta tramite pistola spara-tshort (incuranti dei rischi). Se non mi crede, osservate il dettaglio della foto.

Ho capito la lezione: il principio americano del divertimento è la sovrapposizione, l’accumulo. Se 2 cose sono divertenti separatamente, fatte avvenire contemporaneamente saranno la fine del mondo!

Talk-Like-A-Pirate Day

Argh!! Corpo di mille diavoli. Che siano messo alla garrota ogni figlio di un cane che non parli come un vero fratello della filibusta.

http://www.talklikeapirate.com

Sembra che il mio dannato nome di battaglia sia

  • Dread Pirate Flint: like the famous Dread Pirate Roberts, you have a keen head for how to make a profit. Like the rock flint, you’re hard and sharp. But, also like flint, you’re easily chipped, and sparky. Arr!

Hail, all hail, Cornell

Cornell dall'altoFar Above Cayuga’s Waters
With its waves of blue,
Stands our noble Alma Mater
Glorious to view.
Refrain:
Lift the chorus, speed it onward,
Loud her praises tell.
Hail to thee, our Alma Mater,
Hail, all hail, Cornell!
Far Above the busy humming
Of the bustling town;
Reared against the arch of Heaven,
Looks she proudly down.

alma-mater

Il Sogno Americano

obamaphdFacciamo conto che sia appena partito, e che non sappia quasi nulla di ciò che mi aspetta dall’altra parte. Facciamo che abbia appena riconosciuto la scintillante skyline di New York City dalla finestra dell’autobus sulla curva che precede l’ingresso del Lincon Tunnel. Sulla linea Short Line (non Greyhound, purtroppo) leggendo Keruac ho attraversato l’Empire State, e sonnolento sono entrato in Ithaca. Facciamo che mi sia appena ripreso dal viaggio, dal jetlag che mi ha fatto svegliare per gironi alle 6 del mattino, dallo shock di dover parlare una lingua non mia, dalla mancanza di trasmissioni italiane alla TV.  Immaginiamo che stia solo adesso ambientando nel’università, imparando i nomi degli edifici e perdendomi più e più volte, che mi sia seduto solo oggi sulla slope guardando di fronte a me il lago Cayuga, e le campane della torre suonano l’alma mater della gloriosa Cornell. Continuiamo ad immaginare… mentre recupero il mio racconto di questo mese americano.