
Ho trovato l’esperimento fondamentale che dimostra la possibilità di sovrapposizioni quantistica di stati macroscopici. E’ il fenomeno che mi è accaduto quando, prendendo il treno che mi riportava a Milano dopo le prime 3 settimane di Toscanato, mi sono improvvisamente ricordato di tutto ciò che avevo lasciato in sospeso, mentre la mia testa era ancora piena delle novità , delle nuove conoscenze, del lavoro fatto in laboratorio. Ovviamente questo stato è durato il tempo di un viaggio: non appena arrivato a casa e osservato dai miei genitori, sono collassato nell’autostato fondamentale di Monza, come se niente fosse accaduto durante la mia assenza.
Affinché le mie conclusioni siano affidabili, devo però ripetere l’esperimento più volte: nel viaggio di questa domenica è accaduto di nuovo, ed il collasso è avvenuto nell’istante in cui, attraversando la biglietteria di Santa Maria Novella, osservavo gli orologi d’ottone. Sono piombato nell’autostato Firenze.
Adesso, però, sono curioso di osservare il collasso della mia funzione d’onda in uno stato opposto a quello del luogo di osservazione.
Ieri sera mi sono perso per le strade del centro. La luna faceva capolino, ogni tanto, per salutare gli amanti e le coppiette. Sono vicoli strani e stretti, ed hanno i nomi che raccontano una storia: le famiglie fiorentine, le alleanze e le guerre; i luoghi di ritrovo e di mercato, la geografia di una città rimasta immutata, dove ogni tanto busti ed edicole fanno il capolino tra le vetrine dei negozi per turisti e le statue giganteggiano in minuscoli loculi, con gli occhi spalancati ed un sorriso quasi comico.
Un po’ di cose stanno per cambiare, e noi ci beviamo e balliamo sopra. Tra qualche giorno sarò partito per Firenze, per lavorare alla tesi al Lens; ovviamente nulla è stato ben organizzato. L’appartamento dove andrò sarà disponibile solo per poche settimane, so pochissimo del progetto che andrò a seguire, non so quando tornerò a Monza.