Principio di indeterminazione

Alice e Bob

Ho trovato l’esperimento fondamentale che dimostra la possibilità  di sovrapposizioni quantistica di stati macroscopici. E’ il fenomeno che mi è accaduto quando, prendendo il treno che mi riportava a Milano dopo le prime 3 settimane di Toscanato, mi sono improvvisamente ricordato di tutto ciò che avevo lasciato in sospeso, mentre la mia testa era ancora piena delle novità , delle nuove conoscenze, del lavoro fatto in laboratorio. Ovviamente questo stato è durato il tempo di un viaggio: non appena arrivato a casa e osservato dai miei genitori, sono collassato nell’autostato fondamentale di Monza, come se niente fosse accaduto durante la mia assenza.

Affinché le mie conclusioni siano affidabili, devo però ripetere l’esperimento più volte: nel viaggio di questa domenica è accaduto di nuovo, ed il collasso è avvenuto nell’istante in cui, attraversando la biglietteria di Santa Maria Novella, osservavo gli orologi d’ottone. Sono piombato nell’autostato Firenze.

Adesso, però, sono curioso di osservare il collasso della mia funzione d’onda in uno stato opposto a quello del luogo di osservazione.

Esperimenti fotonici

Dato che molti sono curiosi, proverò a descrivere cosa sono andato a fare di così particolare a Firenze. L’idea di fondo è quella di usare un laser in una cavità , ovvero in un oggetto delimitato da due specchi, dove l’energia della luce possa accumularsi. Affinché la luce possa interagire con la cavità , essa deve essere ad una certa frequenza (detta di risonanza) che viene determinata dalle caratteristiche fisiche della cavità , ad esempio la distanza tra i due specchi. Tuttavia la luce, essendo molto intensa, scalda e deforma gli specchi, modificando quindi la risonanza e altre proprietà . Conoscendo la cavità  e osservando come cambia la sua risposta in funzione della luce che viene immessa, è possibile studiare cosa succede agli specchi, come si deformano e vibrano. Viceversa, una volta studiati gli specchi, è possibile fare delle misure molto precise su come è fatta la luce, oppure su come varia la lunghezza della cavità  (questo molto interessante nel campo di sensori ad alta sensibilità  come quelli per cercare le onde gravitazionali).

In questi giorni però al posto dello specchio c’è una lamina, che non riflette un gran che, ma può vibrare: se la luce laser viene modulata, essa va a esercitare come dei piccoli colpi alla lamina (grazie alla pressione di radiazione) fa mettere in moto le oscillazioni proprie dell’oggetto, come i colpi al momento giusto possono far viaggiare un’altalena.

Tutto questo verrà  poi applicato a dei nuovi tipi di specchietti MEMS, che dovrebbero essere perfettamente riflettenti, però sufficientemente piccoli da essere messi in movimento da pochi fotoni. Se questo dovesse funzionare, si cercherà  da una parte di costruire MEMS ancora più piccoli di quelli che sono stati già  costruiti, dall’altra si tenterà  di osservare fenomeni al limite dell’odierno limite quantistico di sensibilità .

Il Fiorentino (Primi Giorni)

Santa MariaIeri sera mi sono perso per le strade del centro. La luna faceva capolino, ogni tanto, per salutare gli amanti e le coppiette. Sono vicoli strani e stretti, ed hanno i nomi che raccontano una storia: le famiglie fiorentine, le alleanze e le guerre; i luoghi di ritrovo e di mercato, la geografia di una città rimasta immutata, dove ogni tanto busti ed edicole fanno il capolino tra le vetrine dei negozi per turisti e le statue giganteggiano in minuscoli loculi, con gli occhi spalancati ed un sorriso quasi comico.

Il polo scientifico di Firenze è parecchio decentrato (un po’ come Malpensa è l’areoporto di Milano). Si trova a Sesto fiorentino, ingabbiato tra l’areoporto, la discarica e l’IperCoop. In lontananza si vede l’Ikea, mentre un campo Rom delimita l’ingresso posteriore.
Probabilmente la popolazione studentesca del Polo è inferiore alla frequentazione ovina che, come preannnunciatomi dalla biotecnologa incontrata il primo giorno, viene a pascolare nei pratoni che circondano gli edifici. Sembra che con la scelta di edificare questo polo, i fiorentini abbiano ribadito la loro vocazione umanistica.
Nella settimana precedente al mio arrivo, c’è stata una piccola rivoluzione del trasporto pubblico: è stata istituita una nuova tratta di autobus che fa spola tra la stazione di Rifredi e l’università, ogni 10, 15 minuti. Peccato che i pullman siano praticamente sempre vuoti, e gli autisti disperati dalla situazione. Mercoledì l’autista sbatteva la testa sl volante dell’automezzo. Giovedì un altro tentava di fare conversazione con due studentesse, cercando di capire cosa fosse quel luogo, e cosa centrasse la discarica comunale. Si lamentava “non mi passa più..”

Il Fiorentino (Prologo)

 Tra le strette vie rinascimentali di Firenze (già vie medievali), con i nomi che ricordano i canti danteschi, mi sono aggirato in questi giorni, scrutando le cupole e le torri marroni. Un via vai di turisti e studenti, sui minuscoli marciapiedi, e se ti trovi controcorrente, vieni spazzato via. Leggi tutto »

Addio al Celoriato

Addio al celoriatoUn po’ di cose stanno per cambiare, e noi ci beviamo e balliamo sopra. Tra qualche giorno sarò partito per Firenze, per lavorare alla tesi al Lens; ovviamente nulla è stato ben organizzato. L’appartamento dove andrò sarà disponibile solo per poche settimane, so pochissimo del progetto che andrò a seguire, non so quando tornerò a Monza.

Anche il sito si rinnova, perché, in effetti, spero diventi mezzo di comunicazione, più di quanto lo abbia fatto fino ad oggi. Ci saranno alcune novità:

  • Un calendario, con su le mie permanenze, indirizzi e cambi di residenza;
  • La sezione degli scritti letterari, e di quelli a carattere scientifico;
  • (rullo di tamburi ed incrocio di dita) il ritorno di AF disegnato, di cui già si trovano indizi nei loghi del sito.